Storie infinite, infinite storie…

da Nonna Pepper

Dove eravamo rimaste?, ecco si, ora ricordo, ci siamo finalmente incontrati in questo scenario da favola che è Piazza delle Erbe.

Il principe biondo slavato, oggi mi va di chiamarlo così, nella sua eleganza e regalità, mi ha subito chiesto dove preferivo pranzare ma soprattutto, cosa gradivo mangiare.

Visto il mio poco tempo a disposizione, come Cenerentola dovevo poi scappare perché gli appuntamenti di lavoro mi attendevano, scelsi una banale insalata in un bar affacciato sulla magnifica piazza.

L’emozione era tanta, ma più ancora la conferma che il mio sogno finalmente si era avverato.

Lo osservavo e mi dicevo che, a parte gli anni e la saggezza acquisita, era comunque rimasto lo stesso medesimo “principe” di quando ci incontrammo trent’anni prima.

Volevo ascoltarlo, volevo mi raccontasse la sua storia, cosa gli era successo e perché quei suoi occhi blu nascondessero nel loro profondo un velo di un non so che, forse un misto di rancore e amarezza, odio e amore, tristezza e disperazione, dolore e insoddisfazione.

Un mix, un cocktail, un qualcosa aveva che mi intrigava profondamente ma al contempo mi faceva un’immensa tenerezza, come un cucciolo solo ed abbandonato che ha bisogno di “amore”, ebbene si, tanto tenerezza e amore.

Cominciammo a raccontarci l’un altro, ognuno aveva i propri ricordi, racconti.

Il tempo volò via e improvvisamente mi resi conto che il rintocco dell’orologio del campanile mi stava richiamando al mio dovere, dovevo andare, l’appuntamento mi aspettava.

Il mio Romeo, decise che mi avrebbe accompagnato, voleva approfittare per rimanere ancora un poco con me e poi lui, a differenza mia, non aveva orari da rispettare, era capo di sé stesso e del proprio tempo ed io in quel momento il suo diversivo.

Giunti alla mia meta, ci salutammo, gli diedi due baci sulla guancia e, ricordo mi chiese se, finito l’incontro fossi passata da lui in azienda a salutarlo e che comunque in ogni caso mi avrebbe richiamato.

Ero felice e ora non vedevo l’ora di risentirlo, il cuore mi batteva forte.

Finito il mio incontro di lavoro mi resi conto che si era fatto ormai abbastanza tardi e i chilometri che avevo per rientrare a casa erano ancora molti e quindi…meglio partire.

Non vi nascondo che non volevo comunque fargli percepire che provavo qualcosa per lui o meglio che quell’incontro mi aveva turbata, in positivo ovviamente, insomma volevo che lui desiderasse rivedermi, non volevo essere scontata.

Il solito vecchio detto che: in amor vince chi fugge.

Chissà, sarà veramente così?.

A mio avviso in amor, prima di tutto vince, chi ama.

Di lì a poco, il mio telefono squillò, era lui, mi proponeva una “pastina in brodo”, lo so che già state ridendo ma vi spiegherò poi.

Io comunque adoro la “pastina in brodo” e lui, anche.

Ecco mi fermo qui, nuovamente vi/mi interrogo sul…e se avessi accettato di fermarmi?

Chissà cosa sarebbe successo, sarebbe cambiato qualcosa in questa storia oppure sarebbe rimasta la medesima?

A voi è mai capitato di chiedervi: se quella volta avessi accettato, la mia vita sarebbe cambiata?

Un po’ come nel film “sliding doors”, basta un attimo.

Chissà…

Se ne avete voglia, raccontatemi le vostre.

Alla prossima mie care amiche.

Baci, baci, la vostra Pepper.

 

Lascia un Commento

Potrebbe interessarti anche