Infinite storie…continua

da Nonna Pepper

Eccomi a voi nuovamente.

Spero, la mia storia infinita, non vi annoi ma che anzi vi siate anche voi riviste o abbiate rivissuto in parte ciò che è capitato a me.

Comunque, eravamo rimaste al fatidico giorno che, finalmente, era arrivato.

Lo ricordo ancora come fosse oggi.

Partii con la mia macchina alla volta di Verona, la città dell’amore, di Giulietta e Romeo, e anche io, da lì a poco, avrei rivisto il mio di“Romeo”.

“Parentesi: con il senno dei se e dei ma, più che Romeo oggi lo posso definire il mio Carnera.

Si, proprio così.

Per salvare sé stesso ha preferito pugnalarmi alle spalle e gettarmi nel baratro senza neppure avere la forza, il coraggio, di guardarmi negli occhi e dirmi…scusami ma sono costretto, lo devo fare, un giorno ti spiegherò tutto.

Credo, se così fosse avvenuto, per il rispetto che avevo per lui, per ciò che provavo, per l’amore vero che sentivo nei suoi confronti, l’avrei accettato e, ancora una volta, l’avrei aiutato.  

Ma, purtroppo, ho creduto nell’uomo sbagliato, senza palle, codardo, narciso, improbabile, bugiardo e prima di tutto e forse, maledettamente insicuro ed estremamente solo.”

Comunque andiamo avanti.

Avevo sbrigato alcuni appuntamenti di lavoro che avevo fissato per la mattinata e verso le 14.00 mi diressi verso la bellissima Piazza delle Erbe, luogo dell’incontro.

Essendo la prima volta che ci vedevamo dopo trent’anni di tempo trascorso, per non incorrere in errori, decidemmo che ci saremmo visti vicino alla statua di Berto Barbarani, era impossibile mancarla perché è inconfondibile e, si trova all’ingresso della bellissima piazza.

Mentre mi incamminavo, mi squillò il telefono.

Era il nostro“Romeo”che mi informava che stava arrivando e si scusava per il ritardo che avrebbe avuto.

Meglio, dissi tra me e me, sono in vantaggio così mi posso godere al meglio la scena e decidere se, rimanere o andarmene.

Devo dire che la gioia era tanta ma altrettanta anche la curiosità e il mio cuore batteva con un ritmo un tantino accelerato.

Capitato anche a voi di vivere la stessa sensazione?

Io mi sono sentita come catapultata a ritroso nel tempo, quando diciottenne aspettavo con il cuore che batteva all’impazzata la telefonata del mio“Romeo”di turno.

Da lì mi sono resa conto che“Amare, amore, farfalle allo stomaco, adrenalina, desiderio”e, chi più ne ha più ne metta, non tengono conto dell’età biologica perché a tutti e, ripeto a tutti può capitare di rivivere queste profonde emozioni, basta lasciarsi andare e, viverle.

 

Comunque, arrivai in questa bellissima piazza, mi sembrava magica, al centro le bancarelle degli ambulanti, il vociare allegro e spensierato mi pervase e cominciai a fantasticare, poi mi misi a debita distanza per osservare il suo arrivo.

Eccolo, subito capii che era lui, non potevo non riconoscerlo perché il portamento regale era rimasto il medesimo: alto, magro, elegante, pelato ora, occhi azzurri, inconfondibile, l’amavo già era lui, proprio lui, non potevo sbagliare, sorrisi e, aspettai che mi trovasse.

Mi divertivo ad osservarlo, si guardava intorno, era incuriosito ma non mi vedeva.

Anzi diciamocela tutta, lui” Romeo del Colosseo”, ma manco sapeva chi fossi, si ricordava forse a malapena il mio nome.

Sorrisi, perché era così evidente l’atteggiamento, un po’ come gli appuntamenti al buio, dove tu ti fermi e dici:”ehi, scusa, sei per caso Andrea”?

Ecco, devo dire questa sicuramente la parte ludica della storia. Tanto mi sono divertita con lui e lui con me. Giocavamo spesso e ridevamo tanto.

Mi chiamò al telefono e per incuriosirlo ancora di più iniziai una sorta di… ve lo ricordate il gioco acqua, fuocherello, fuochino, fuoco? ebbene quello.

 

Fu l’incontro più magico della mia vita.

Non so se anche a voi sia mai capitato, ma in quell’attimo mi sentivo come trasportata in un magico mondo di fiaba dove il mio principe era venuto a riprendermi.

 

Sarò scema?…ebbene si, poi con il senno dei poi oserei dire più che scema.

Ci abbracciammo, le sensazioni, le vibrazioni furono un qualcosa di inebriante per me e credo anche per lui.

Vorrei ORA soffermarmi sulle sensazioni.

Raccontateci le vostre, come sono oppure come non sono state.

Le sensazioni, le emozioni forti, i trasporti, sono quelle esperienze che, se viste dall’angolo positivo, ci danno la forza di andare avanti, di sentirci vive, di lottare per noi stessi e dire: “la vita va vissuta in ogni suo attimo, perché tutto ciò che lasciate non tornerà mai, e ripeto mai più. Ma soprattutto, mai perdersi d’animo perché l’inaspettato è sempre dietro l’angolo ma se non siamo predisposte, non lo coglieremo mai.

Alla prossima mie care amiche, fatevi sentire, ditemi la vostra.

Baci, baci, xo, xo la vostra Pepper.

 

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