Storie infinite o infinite storie?

da Nonna Pepper

Buongiorno a tutte voi, oggi la giornata non promette nulla di buono, uggiosa, umida, buia, triste, insomma autunnale al 100 per 100. E, i pensieri della giornata, vagano a ritroso ad una storia successa anni fa che vi voglio raccontare  perché mi ha lasciato tanto, tanto dolore ma soprattutto che vi possa servire d’aiuto affinché almeno voi non incorriate nei miei stessi errori.

Primo consiglio che mi sento di suggerirvi: scrivete, non importa a chi, come e quanto, ma  scrivete, tirate fuori ciò che avete dentro.

Questo fu il primo consiglio che il mio terapista dell’epoca per aiutarmi mi disse: scriva, prenda carta e penna e cominci a scrivere, perché scrivere è la migliore terapia che ci possa essere, l’aiuterà ad esternare ciò che ha dentro, a tirar fuori lo sconforto, la delusione, la sofferenza.

Iniziai a scrivere poesie.

Naturalmente, esternavano ciò che portavo dentro il mio cuore; una profonda, immensa, tristezza. Inconsapevolmente pian piano però incominciai a risalire il baratro nel quale ero finita e dal quale pensavo che, non ne sarei mai uscita. Capii che, al peggio non c’è mai fine ma anche che, nella vita noi stesse siamo artefici del nostro destino e che è inutile ricercare le colpe negli altri perché la nostra vocina che non vogliamo ascoltare sa e ci avvisa. Comunque, mai disperare amiche mie, perché se ne esce da queste storie, il cuore, l’anima, la mente  rotta ma se ne esce e la volta seguente non ripercorreremo lo stesso sbaglio, almeno, forse.

 

Allora non scrissi ma ora, invece, è venuto il momento di farlo, e…a distanza di tempo, che il sacco venga vuotato.

Partiamo dicendo che soffrire per un UOMO non ne vale la pena poi, a maggior ragione soffrire per un uomo a cui hai dato tutto ciò che avevi ne vale ancora meno, mettersi a suoi piedi e annientare sé stessi è da lesionisti fuori di testa. Bene, io non mi sono fatta mancare proprio nulla, me le sono sobbarcate tutte e tre le ipotesi. Ora, ricordiamoci anche che, se un uomo vi fa soffrire, significa che non tiene a voi e di conseguenza ascoltate la vostra coscienza che vi suggerisce: Vattene ora che ne sei ancora in tempo.

NON  ABBIATE PAURA, perché la peggior paura è aver paura della propria paura. Io così ho fatto, HO AVUTO PAURA e la mia paura mi ha grandemente “FOTTUTO”. E poi, parliamoci chiaro e cominciamo a ragionare come loro: una frase è fatta da soggetto, verbo, complemento, stop. Un pensiero sintetico, semplice, chiaro, quindi attente, super attente a ciò che vi dicono i vostri “lui”, perché i “lui” utilizzano tutti lo stesso archetipo di pensiero che non tralascia mai possibilità di opzione A o B o C, così è, come viene espresso, soggetto, verbo e complemento, NO MORE.

 

Tutto ha avuto inizio in seguito ad un ricordo mai svanito, un ricordo di gioventù, una vacanza all’ estero in Inghilterra, un incontro di quelli che ti mozzano il fiato e ti tagliano le gambe, di quelli dove rimani imbambolata e dici: uauuuu ma che figo e…cominci a fantasticare e a sognare, insomma il tuo Principe Azzurro, ti dici ma siiii certo ma questo da dove è uscito, noooo non ci posso credere e poi a me, proprio a me, ma no dai, un sogno. Ecco appunto i sogni debbono rimanere sogni perché a me del sogno sono rimasti i segni. Alto, biondo, magro, occhi azzurri, jeans lewi’s sbiadito, lacoste bianca insomma vestito alla moda e poi meravigliosamente, infinitamente, immensamente “principe“. Con il senno dei se e dei ma, ma soprattutto con la tranvata presa non fidatevi mai di questi ipotetici principi, vi fottono quelli delle favole immaginate appunto quelli nella vita reale.

Tutto comunque finì nell’arco di quella vacanza all’estero, un invito da me declinato per un viaggio ipotetico, per una destinazione ipotetica e, un ricordo mai sbiadito alla mia memoria. E poi…ecco arrivare un giorno di un po’ di anni fa in cui il ricordo mai svanito è improvvisamente balenato alla mia memoria e i ricordi hanno cominciato ad impossessarsi della mia mente e da lì, come ben voi sapete care amiche mie, se una donna decide per una cosa nulla più la ferma.

Sorrido ancora, ripensando alla ricerca intrapresa per arrivare a contattarlo ma sorrido ancora di più per l’emozione avuta quando la risposta sua è stata: che piacere, ma certo che mi ricordo di te.

 

E da lì l‘inizio della fine.

Ci siamo incontrati, amati a modo nostro, più mio che suo, fino a quando è arrivato il giorno in cui tutto improvvisamente è precipitato, senza una spiegazione reale, un confronto, un guardarsi negli occhi, solo un freddo, cinico, assurdo messaggio che non lasciava interpretazione alcuna.

GAME IS OVER

Mi sono imbarcata in una di quelle storie, infinite, si proprio così, quelle storie che vi travolgono in un mulinello talmente serrato che, pur essendo consapevoli che ne uscirete distrutti, ne siete talmente addentro che, la paura di perdere ciò che in realtà non avete e non avrete mai, vi conduce al vostro dichiarato massacro. Ecco, a me così è andata a finire.

Era talmente tutto così surreale che vi giuro non potevo crederci.

Tu credi nella tua vita di conoscere le persone o perlomeno credi che le persone con le quali ti rapporti, delle quali ti innamori, siano delle persone come te, con dei principi sani e veri, invece poi, ti rendi conto che sei stata semplicemente una pedina necessaria per poter arrivare ad una verità talmente cruda, triste, che il tuo” lui “, al quale hai dato cuore e anima non è in grado di gestire e da amante premuroso e gentile, si trasforma nel peggiore dei tuoi carnefici.

 

Una guerra al massacro, avete presente la serie Dinasty? Benissimo, loro in confronto degli sprovveduti alle prime armi. Vi giuro che mai, e poi mai ho potuto pensare che nella vita ci potessero essere persone così diaboliche, cattive, manipolatrici, supponenti, arroganti, e veramente chi più ne ha più ne metta perché ogni qualsiasi esistente aggettivo negativo conosciuto è …CORRETTO. Lì io mi chiedo e vi chiedo, ma perché dobbiamo continuare a farci male?

Io me ne sono fatta tanto e, ora dico: consapevolmente.

Alla prossima ragazze per il proseguo di questa infinita storia, nel frattempo scrivetemi cosa ne pensate e  se anche a voi è capitato qualcosa di assurdo ma così assurdo da dover dire… non ci posso credere.

Baci, baci, La vostra Pepper.

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